Brulicanti lucciole liberate
dal sole basso all'orizzonte,
specchiano l'increspato grigio
che accarezza il bigio scoglio
sul quale, ogni sera, seggo
a rimirar il morir del giorno.
Dirada il mondo alle mie spalle
e, finalmente solo, vaga distratto il guardo
al germano che lesto svanisce, chissà dove.
A manca, umido avanza il crepuscolo
tra fiocchi di sfilacciati cirri,
macchiando d'oro l'aere tutt'intorno.
Poggiato il capo alle raccolte ginocchia,
l'ultimo riflesso d'onda mi figura
il viso tuo che ancora non conosco,
e le labbra, tratteggiate da un pittore,
sulle quali, pria che giunga il freddo,
mi fingo posare un tenero bacio.
