Frange l’onda sull’immoto scoglio
Sul quale, impigrito, riposa il gabbiano.
Lontano, là dove cielo e mare si fondono,
solitaria una vela spinge verso un’ignota meta.
Sul quale, impigrito, riposa il gabbiano.
Lontano, là dove cielo e mare si fondono,
solitaria una vela spinge verso un’ignota meta.
Ora, seduto sulla rena,
le gambe raccolte fra le braccia al petto,
seguo l’improvviso volo dell’uccello
che ha lasciato il primitivo appoggio.
Si libra lieve, senza fatica alcuna
sulla scia invisibile del vento,
e pare cullato dall’aere eterna
che da sempre accarezza il mare.
Torno col guardo all’orizzonte fattosi vuoto
e poi …
in esso mi perdo
e disperdo i pensieri miei.
e disperdo i pensieri miei.
