Perché quando ancora non è sera
e neppure più giorno,
nella luce fattasi incerta del crepuscolo
la
natura di colpo pare risvegliarsi?
Nel vasto cielo tutti gli uccelli volteggiano,
in un tripudio di garruli stridii,
intrecciando spericolate acrobatiche scie
che mai
si scontreranno.
Né da meno al vico, dove improvvisa euforia
contagia animali e bimbi;
gli uni gareggiano in sonori richiami,
gli
altri si rincorrono fra gioiose, liberatorie urla.
È questa l’ora che ogni creatura attende,
per scaricarsi dalla fatica di vivere.
Poi il buio soverchia e, nel ritrovato
silenzio,
la lontana squilla chiama all’ultima
preghiera.
Or che non più giovane, ma neanche vecchio,
Or che non più giovane, ma neanche vecchio,
scemata vigoria, avvenenza
e l’armonioso passo,
giunta è alfine l’ora che
tutto scolora,
volano più alti i miei
onirici, inutili rimpianti.

