giovedì 16 aprile 2026

La rondine sola


        È lì, su quell’orrenda corda
        Posta a sfregio dell’antico vico,
        Fiera nel suo sparato bianco,
        Incurante dell’aere che volge al grigio.

            Osserva attorno le mute pietre
            del ritrovato borgo natio,
            Il verde solitario del platano amico
            che spande l’ombra nella calura estiva.

        Più dietro lo specchio d’acqua cheta
        Sul quale fluttuano veloci le barche
        A visitare lo scoglio consacrato a Dio
        E caro all’amore di segreti amanti.

            Lei, la rondinella, è la prima di quest’anno,
            sola, lì forse ad aspettare le sue sorelle.
            E, come quelle delle stagioni andate,
            Non fugge al rumore dell’infisso che schiude.

        Volge il capino, m’osserva curiosa,
        con quel suo modo a scatti e pare sorridere.
        Forse sa che l’aspettavo, che le voglio bene.
        Tenera illusione di chi più nulla ha da sperare.

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