venerdì 8 marzo 2019

Vigilia di primavera




Timidi schiudono ai balconcini i primi fiori,
al calore dell'incerto pallido sole,
che rompe il grigio degli acciottolati calli
risonanti delle avanguardie forestiere.

Nel fresco profumo che tutto avvolge
Come d'uso mi spingo all’umide sponde
a rimirar i germani nuotare senza meta,
incuranti degli avannotti di persici e scardole.

Mi siedo sul solito muretto dal quale, precoce,
un giallo bocciolo da una fessura fa ora capolino,
Mentre nell'accosta brulla aiuola un passero si rotola,
e sorrido all'idea che si stia lavando a secco.

Sento la primavera salirmi su per le vene,
e tutto attorno mi dice di nuova vita.
Perfino il deserto nido sul frontone antico
sembra in attesa di colei che ancor tarda a venire.

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