Amavo lo scarmigliato viso
e le ridenti luci che n’allegravano
l’incarnato.
Amavo il bocciolo rosa
che protendeva gioioso alla fossetta
vezzosa.
Amavo quella tua novella ruga,
unica traccia d’un passato vissuto
e
travagliato.
Odio l’averti perduta,
fato
infelice di matrigna sorte!
Mi struggo e mi distruggo.
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