giovedì 16 agosto 2018

Vento del nord



   Soffia il vento dall’erte cime
    e rapide s’addensano le nuvole
    gonfie d’incombente tempesta.

   Solerte il barcaiolo rafforza gli ormeggi
   sull’increspato specchio,
   fattosi d’improvviso piombo.

   Le madri, guardo al corrusco cielo,
   premurose s’affrettano agli usci,
   stringendo i piccoli al petto.

   Serrano le imposte alle finestre,
   scattano i solidi paletti
   dietro porte e portoni sulla via.

   E nel borgo antico, fattosi deserto,
   il fischio gelido che tutto spazza,
   imbocca i vicoli,

   straccia i vessilli sui pennoni,
   strapazza le verdi chiome
   vanto di rigogliosi parchi e di viali.  

   Oh vento che alfine t’appaghi,
   deluso osservo scemare il tuo vigore,
   che cede al crepitar della grandine:

   nel tuo tutto travolgere,
   non hai saputo disperdere
   il tormento che dentro mi strugge. 

2 commenti:

  1. Il tormento dell'anima non si placa mai!
    Parole le tue che mi emozionano nel profondo, che fanno vivere i miei pensieri.....buona domenica mio poeta!

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